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Francesco: il primo nemico della fede non è l'intelligenza ma la paura

In Aula Paolo VI Il Papa, all’udienza generale incentrata sui vizi e le virtù, ricorda che la fede è “l’unica virtù che ci è concesso di invidiare” perché “innesca” la grazia in noi e “dischiude la mente al mistero di Dio”. Francesco sottolinea poi che la fede è ciò che ci rende cristiani

Benedetta Capelli – Città del Vaticano

Le virtù teologali – fede, speranza e carità – sono i grandi doni di Dio, insieme danno occhi che vedono nel buio, un cuore che ama quando non si è amati, una speranza contro tutto. Papa Francesco, nella catechesi all’udienza generale tenutasi nell’aula Paolo VI, offre immagini concrete per spiegare le virtù che rendono “prudenti, giusti forti e temperanti”. Virtù teologale come la fede che non si contrappone alla ragione ma che ha un grande nemica: la paura.

La fede è la virtù che fa il cristiano. Perché essere cristiani non è anzitutto accettare una cultura, con i valori che l’accompagnano, ma essere cristiano è accogliere e custodire un legame, un legame con Dio: io e Dio; la mia persona e il volto amabile di Gesù. Questo legame è quello che ci fa cristiani.

Le figure della fede

“Che cosa è la fede?”: si chiede il Papa che risponde ricorrendo al Catechismo della Chiesa Cattolica. La fede, dunque, “è l’atto con cui l’essere umano si abbandona liberamente a Dio”. Francesco ricorre alle grandi figure bibliche per spiegare la resa al Signore. Abramo, ad esempio, è un grande padre della fede che lo ha reso fecondo, capace anche di offrire a Dio suo figlio Isacco, risparmiato all’ultimo dal sacrificio. “Andò – dice il Papa - co me se vedesse l’invisibile”.

Papa Francesco in Aula Paolo VI per l'udienza generale
Papa Francesco in Aula Paolo VI per l'udienza generale

La paura, nemica della fede

Francesco indica come riferimento per la fede Mosè, che resta saldo nella fiducia al Signore. Poi c’è la Vergine Maria che con il suo sì “parte per una strada di cui non conosce né il tracciato né i pericoli” ma con il cuore pieno di fede e fiducia. Il Papa cita ancora l’episodio del Vangelo quando gli apostoli in mezzo alla tempesta vedono Gesù dormire. “Perché avete paura? – afferma Gesù – Non avete ancora fede?”.

Ecco, dunque, la grande nemica della fede: non è l’intelligenza, non è la ragione, come, ahimè, qualcuno continua ossessivamente a ripetere, ma il grande nemico della fede è la paura. Per questo motivo la fede è il primo dono da accogliere nella vita cristiana: un dono che va accolto e chiesto quotidianamente, perché si rinnovi in noi.

La fede, dono del Battesimo

“Che cosa chiedete alla Chiesa di Dio” è la domanda che si rivolge ai genitori quando intendono battezzare il proprio bambino. “La fede, il battesimo!”: è la risposta.

Con essa un genitore sa che, pur in mezzo alle prove della vita, suo figlio non annegherà nella paura. Ecco, il nemico è la paura. Sa anche che, quando cesserà di avere un genitore su questa terra, continuerà ad avere un Dio Padre nei cieli, che non lo abbandonerà mai. Il nostro amore è così fragile, solo l’amore di Dio vince la morte.

“La fede – aggiunge il Papa è il dono più felice, l’unica virtù che ci è concesso di invidiare. Perché chi ha fede è abitato da una forza che non è solo umana; infatti, la fede ‘innesca’ la grazia in noi e dischiude la mente al mistero di Dio”. “Signore, aumenta la nostra fede”: è la preghiera – “Una bella preghiera” - che Papa Francesco fa ripetere ai fedeli alcune volte, facendola risuonare nell’Aula Paolo VI gremita di pellegrini.

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01 maggio 2024, 09:37