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Angelus 04 luglio 2021

Alessandro Di Bussolo - Città del Vaticano

Prima dell’Angelus, Papa Francesco ha commentato l’episodio, nel Vangelo domenicale, del rifiuto di Gesù come profeta da parte dei suoi compaesani di Nazaret. “Non accettano – ha spiegato – lo scandalo dell’Incarnazione”, di un Dio che si fa “vicino a noi”. Siamo come loro quando seguiamo “la comodità dell’abitudine e la dittatura dei pregiudizi”, per non dover mai fare la fatica di cambiare. Ma ripetere le cose di sempre “non basta, con Dio”, ha spiegato il Papa.

Senza apertura alla novità e soprattutto – ascoltate bene - apertura alle sorprese di Dio, senza stupore, la fede diventa una litania stanca che lentamente si spegne e diventa un’abitudine, un’abitudine sociale. Ho detto una parola: lo stupore. Cosa è, lo stupore? Lo stupore è proprio quando succede l’incontro con Dio: “Ho incontrato il Signore”. Ma leggiamo il Vangelo: tante volte, la gente che incontra Gesù e lo riconosce, sente lo stupore. E noi, con l’incontro con Dio, dobbiamo andare su questa via: sentire lo stupore. E’ come il certificato di garanzia che quell’incontro è vero, non è abitudinario.

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