Libia: Ospedale Bambino Gesù e OMS insieme per la cura dei bambini
Emanuela Campanile - Città del Vaticano
Nell'infuocato caos libico che travolge qualsiasi tentativo di tregua, alimentando il mercato di armi e le ingerenze straniere, si fa strada un inaspettato filo di collaborazione tra Tripoli e Bengasi, città antagoniste e divise dal conflitto armato scoppiato nel 2014.
La firma dell'accordo per formare medici e infermieri
Non si tratta di contendenti politici o militari, piuttosto è il risultato dell'impegno costante di chi vuole soccorrere una poplazione stravolta e violata da anni di combattimenti. Gli "attori" in causa sono l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) in Libia.
Una collaborazione per il bene di tutti i bambini
Il progetto di collaborazione, della durata di 3 anni, coinvolgerà medici e infermieri di due ospedali pediatrici libici della Tripolitania e della Cirenaica, le due regioni in conflitto. Terapia intensiva, neonatologia, ematologia, cardiologia e cardiochirurgia sono le specialità pediatriche al centro dell’accordo siglato ieri da Mariella Enoc, presidente del Bambino Gesù, ed Elizabeth Hoff, rappresentante dell'OMS in Libia, nella sede romana dell'ospedale pediatrico. "Ci sono casi di tubercolosi, purtroppo in aumento e malattie della pelle soprattutto tra i migranti ma, oltre al problema sanitario - spiega nell'intervista la Hoff - ci preoccupa l'aspetto psicologico dei bambini e, ovviamente, dell'intera popolazione, sottoposta da anni allo stress e ai traumi dovuti alla guerra". Per molti bambini, prosegue la rappresentante dell'OMS, "è davvero dura crescere in questo Paese".
Un'opportunità per gli operatori sanitari
Collaborare con i medici e gli infermieri italiani dell'Ospedale Bambino Gesù, rappresenta "fantastici vantaggi", sottolinea Elizabeth Hoff. Un'opportunità, dunque, per gli operatori sanitari "dei due più importanti ospedali pediatrici della Libia che potranno formarsi" ulteriormente su come trattare con i bambini.
L'appello di Elizabeth Hoff
"Con l'incremento dell'attività militare, la popolazione libica ha maggiori bisogni sia materiali che sanitari. Sono aumentati i traumi dovuti alla guerra e i feriti. Hanno davvero bisogno di cure e di supporto".
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