Il presepe a San Pietro, come a Greccio un simbolo di pace e di fratellanza
Luca Collodi – Città del Vaticano
Un presepe dall’alto spessore culturale e artistico e che, soprattutto, riveste un importante significato di pace. La natività che verrà inaugurata oggi pomeriggio alle 17.00 in piazza San Pietro dal cardinale Fernando Vérgez Alzaga, presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, racconterà la fratellanza, così come 800 anni fa la raccontava il primo presepe creato a Greccio da San Francesco di ritorno da Betlemme. E il tema di quello di piazza San Pietro, con personaggi a grandezza naturale, è quindi legato alla prima rappresentazione del presepe, il 24 dicembre del 1223.
Un progetto d'arte
Enrico Bressan, fondatore e presidente di Fondaco, uno dei curatori del presepe di piazza San Pietro, ne racconta l’origine, a partire dall’incarico conferito dalla diocesi di Rieti. “Abbiamo pensato di realizzare una quinta teatrale, per cui ci siamo rivolti ai maestri di Roma e non soltanto, e al maestro Francesco Ortese che ha disegnato il bozzetto creativo di questa quinta che, in qualche modo, verrà abbracciata dal colonnato di San Pietro”. Le statue portano invece la firma di Antonio Cantone, uno dei maestri più importanti di Napoli. Si tratta di un progetto d’arte, spiega ancora Bressan, “perché per la prima volta, nella parte retrostante, ci saranno degli affreschi, dipinti ad arte perché comunque la realizzazione avviene attraverso le sapienti mani di artigiani”.
San Francesco e il Bambinello
Sin dall’inizio, l’incarico si è concretizzato in una grande sfida, accettata e vinta, quando il Papa, alla fine dell’udienza del mercoledì, con la macchina si è recato al presepe in piazza per guardare il dipinto di Greccio che vi è affisso. Oggi pomeriggio, quando le luci verranno accese e il presepe verrà svelato, si realizzerà “una magia”, prosegue Bressan, “che probabilmente creerà anche stupore”, poiché al centro del presepe c’è proprio San Francesco con in braccio il Bambinello, con la Madonna e San Giuseppe. Intorno i personaggi di Giovanni Velita e di sua moglie Alticama, coloro che aiutarono san Francesco a realizzare la prima natività. Si tratta di “un qualcosa di molto forte che porterà a ragionare e a capire cosa è veramente questo passaggio importante”, realizzato da un uomo incredibile come fu il santo di Assisi.
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