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 Il cardinale Turkson durante la premiazione della Fondazione Child-Telefono Azzurro Il cardinale Turkson durante la premiazione della Fondazione Child-Telefono Azzurro

Turkson: difesa senza sosta dei diritti dell'infanzia in un mondo che cambia

Il cardinale cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze e della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali premiato dalla Fondazione Child e da Telefono Azzurro per il suo impegno e quello della Santa Sede nella tutela dei diritti umani e nella lotta alla tratta di persone: per sanare le ferite degli abusi occorre anche la guarigione spirituale che la Chiesa è sempre pronta ad offrire

Federico Piana - Città del Vaticano

“Gli abusi sono un’esperienza d’impotenza che marchia la persona per tutta la vita. Vanno combattuti con tutte le forze”. Il cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze e della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, è impegnato da lungo tempo nella difesa dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in qualsiasi parte del mondo essi vengano violati. E lavora soprattutto su due fronti, quello dell’affermazione più ampia dei diritti umani e quello della lotta alla tratta delle persone, tutto questo fin da quando è entrato alla guida del Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale del quale ora è prefetto emerito. Un impegno che ieri, 25 luglio, ha meritato il premio internazionale conferito da "Child", Fondazione per lo studio e la ricerca sull’infanzia e l’adolescenza, e da Telefono Azzurro.

Massima attenzione

“I bambini, gli adolescenti, sono in una fase della loro vita vulnerabile e la loro formazione in questo delicato periodo è importante”, spiega il porporato ai media vaticani mettendo in evidenza che la loro capacità di apprendimento è talmente elevata che se si sbaglia insegnando loro comportamenti negativi si rischia di perderli per sempre. Occorre, dunque, massima attenzione da parte non solo della famiglia ma anche della società.

Ascolta l'intervista al cardinale Turkson

Non solo risarcimenti

L’esperienza di essere abusati, entra nel merito il cardinale Turkson, è terribile, devasta il cuore delle vittime in modo permanente: “Ma la soluzione - afferma - non è tanto nel risarcimento economico, perché i soldi non guariscono questi tipi di ferite. Io l’ho detto anche qualche tempo fa in Irlanda: occorre una guarigione spirituale e questa guarigione la Chiesa la può offrire. La potenza dello Spirito Santo è una cosa reale, agisce e può cambiare le cose”.

Intelligenza Artificiale, frontiera da scoprire

La Chiesa, prosegue, ora è impegnata anche sul fronte della difesa dei minori e delle persone vulnerabili nell’ambito dell’Intelligenza artificiale, frontiera nella quale i diritti dei più deboli rischiano di essere dimenticati: “L’Intelligenza artificiale - sostiene il porporato - complica ma anche aiuta. E’ uno strumento di valore che dobbiamo imparare a saper utilizzare. Una tecnologia nella quale bisognerebbe iniziare a inserire un po’ di etica, processo complicato e difficile se si pensa solo al profitto, al denaro”.

Ernesto Caffo, al centro, durante un momento della premiazione
Ernesto Caffo, al centro, durante un momento della premiazione

Caffo: “Nuove regole e nuovi modelli”

Oltre al cardinale Turkson, sono stati premiati anche il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, l’ambasciatore Riccardo Sessa, presidente della Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale, Franco Pavoncello, presidente dell’Università John Cabot di Roma, e l’onorevole Silvia Costa, parlamentare europeo. “Il mondo ha bisogno di costruire regole nuove e nuovi modelli di sostegno”, ricorda Ernesto Caffo, presidente del consiglio di amministrazione della Fondazione Child e fondatore di Telefono Azzurro. Ma non solo: “Occorre anche una buona e ampia formazione delle famiglie, degli adulti e degli stessi ragazzi, perché  devono essere loro i protagonisti del futuro”.

Ascolta l'intervista ad Ernesto Caffo

Sguardo globale

Caffo, che è anche membro della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori, sostiene con forza che “si devono far nascere delle vere politiche globali, come chiede Papa Francesco. Oggi la sfida è quella di riuscire a guardare i problemi non più in maniera settoriale. Ad esempio, dobbiamo lavorare molto in Africa e nei Paesi del Sud America dove la Chiesa è molto presente con azioni ed opere. Dobbiamo creare delle buone capacità d'integrazione".

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26 luglio 2024, 15:18